Da Chiaiano, Emilia Santoro
Gennaio 6, 2009 on 3:40 pm | In Politica, Informazione | 1 CommentCaro Piero,
abbiamo comunicato solo una volta quando ti ho inviato il dossier Chiaiano - Emergenza Ambientale e Democratica. Tratta del problema rifiuti, non solo riferito a Chiaiano ma all’Italia. Ne sono coautrice insieme a Ettore Latteri. Ti vorremmo segnalare due estratti del film “Una cosa importante da dire” (80 minuti), realizzato dal giovane regista Raffaele Manco, che è basato sul nostro dossier e sul libro “Ecoballe” di Paolo Rabitti (le sue relazioni tecniche per la procura di Napoli sono il fulcro dell’accusa al processo Bassolino e ai vertici di Impregilo, una testimonianza schok). I due estratti sono su youtube a questi indirizzi:
http://it.youtube.com/watch?v=1KVveSU8Mq0
http://it.youtube.com/watch?v=F9lh9ZsSjFs
Speriamo in un tuo sostegno (chiaramente se troverai interessante il lavoro che abbiamo svolto). Ci sta dando il suo aiuto anche Daniele Luttazzi che, oltre a divulgare il nostro lavoro di controinformazione nei suoi spettacoli, ha permesso un’ampia diffusione del dossier dal suo sito.
Spero di farmi conoscere meglio anche da te. E sarebbe davvero importante un tuo intervento.
La mia home su facebook :
http://www.facebook.com/group.php?gid=42314063432&ref=mf#/home.php?ref=home
Ti auguro buon anno. A presto, Emilia Santoro
Sgarbi ad Agrigento
Gennaio 1, 2009 on 11:12 pm | In Politica | 170 CommentsSpero che la vedova Borsellino accolga l’invito dei cognati Rita e Salvatore e respinga ogni lusinga del sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi, il quale - secondo fonti di stampa - le ha recentemente offerto la cittadinanza onoraria. Il personaggio è ignobile e va contestato sempre, come ha fatto ad Agrigento il nostro giovane amico Giuseppe. Poliziotti e galoppini hanno reagito come se il delinquente fosse lui. Coraggio ragazzi, tirate fuori… la voce!
Caro Piero, cari ragazzi di qml.
sono Giuseppe Gati’, 22 anni, il contestatore di Vittorio Sgarbi ad Agrigento. Vi allego un breve resoconto della serata.
Con alcuni amici l’altro giorno mi sono recato presso la biblioteca comunale di Agrigento per contestare con volantini e videocamera Vittorio Sgarbi. Ci siamo soffermati su due punti in particolare: la condanna in via definitiva per truffa aggravata ai danni dello stato, e quella in primo e secondo grado, poi andata prescritta, per diffamazione del giudice Caselli. Dopo quasi due ore di ritardo ecco che arriva, in sala la gente rumoreggia e fischia. Subito dopo aver preso la parola, naturalmente con qualche volgarità annessa, inizia la nostra contestazione. Nel video non si vedono o sentono certe cose. Sono stato subito preso e spintonato da un vigile, mentre qualcuno tra la folla mi rifilava calci e insulti. Sgarbi, prima chiedeva che venisse sottratta la videcamera alla mia amica, e dopo cercava lui stesso di impossessarsene. Ma è importante sapere cosa succede dopo. I miei amici vanno via perchè impauriti, mentre io vengo trattenuto dai vigili. Si avvicina un uomo in borghese, che dice di appartenere alle forze dell’ordine e cerca di perquisirmi perchè vuole la videocamera (che ha portato via la mia amica). Io dico che non puo’ farlo e lui mi minaccia e mi mette le mani addosso. Arriva un altro personaggio, e minaccia di farmela pagare, ma i vigili lotengono lontano. Dopo vengo preso e portato in una sala appartata della biblioteca, dove la polizia prende i miei documenti e il telefonino. Chiedo di vedere un avvocato
(ce n’era addirittura uno in sala che voleva difendermi), per conoscere i miei diritti, ma mi rispondono di no. Mi identificano piu volte e mi perquisiscono. Poi mi intimano di chiamare i miei amici, per farsi consegnare la videocamera, ma io mi rifiuto. Arriva di nuovo il presunto appartenente alle forze dell’ordine in borghese e mi dice sottovoce che lui dirà di esser stato aggredito e minacciato da me. Non mi fanno parlare, non mi posso difendere. Dopo oltre un’ora e mezza mi dicono che non ci sono elementi per essere trattenuto ulteriormente, mi fanno fermare il verbale di perquisizione e mi congedano con una frase che non posso dimenticare: “Devi capire che ti sei messo contro Sgarbi, che è stato onorevole e ministro…”.
Primarie alla bolognese
Dicembre 29, 2008 on 11:26 pm | In Politica | 26 Comments
La lettera dell’amico Riccardo Lenzi, il nostro infiltrato nel PD, sulle primarie bolognesi.
Caro Piero,
la cronaca delle recenti primarie del PD di Bologna è un esempio piuttosto clamoroso di come, per un gruppo dirigente locale, non sia necessario scivolare su questioni morali per dimostrare la propria inadeguatezza.
La surreale sequenza degli eventi che hanno portato alla vittoria di Flavio Delbono (attuale vicepresidente della Regione Emilia-Romagna) nelle primarie del 14 dicembre scorso, inizia in giugno, quando Sergio Cofferati dichiarò di volersi ricandidare per un secondo mandato.
Fin da maggio alcuni membri dell’assemblea cittadina del PD (come il sottoscritto), il comitato nazionale per le primarie e alcune realtà associative bolognesi vicine al centrosinistra – in primis la rete “Unirsi” (www.unirsi.it) – avevano sollecitato il PD a promuovere, in alternativa alle primarie del PD, un unico turno di primarie “di coalizione” (o “primarie aperte”, come le definì la nostra concittadina Milena Gabanelli in una lettera aperta pubblicata da tutti i quotidiani locali).
Lo Statuto del PD, approvato poco prima delle ultime elezioni politiche, impone – in presenza di più “candidandi” - l’adozione delle primarie come strumento obbligatorio per qualunque candidatura a cariche monocratiche (e non solo). Questo è certamente un punto qualificante per lo Statuto del PD: ad oggi non esiste in Italia nessun altro partito che ha inserito le primarie nel proprio documento fondativo. Peccato che, fin dalla scelta dei candidati al Parlamento, l’attuale gruppo dirigente del PD si sia ben guardato dall’applicare lo Statuto! Le elettrici e gli elettori del PD hanno infatti dovuto digerire, per esempio, la candidatura-paracadute di Anna Finocchiaro in Emilia-Romagna.
Nel frattempo Sergio Cofferati – che peraltro fu uno dei pochi “big” a chiedere le primarie per la scelta dei candidati PD al Parlamento – e i vertici locali del partito mostravano di non gradire la disponibilità di eventuali alternative: Andrea Forlani, presidente del quartiere Santo Stefano (quartiere in cui risiede anche Romano Prodi), venne trattato come un eretico solo perché aveva osato sfidare il Principe di Bali, candidandosi fin da giugno a raccogliere il malcontento di tanti elettori PD nei confronti del sindaco uscente.
Poi all’inizio di ottobre - con un colpo di scena che pochi di noi avevano immaginato - Sergio Cofferati sparigliò i giochi, annunciando che aveva cambiato idea: “per motivi strettamente privati” il paladino della legalità non era più disposto a ricandidarsi. Il vero motivo di questa retromarcia (che alcuni sospettano facesse parte in realtà di un copione scritto in aprile) è semplice: i sondaggi “riservati” davano Cofferati perdente. Infatti il giudizio della maggioranza dei cittadini bolognesi sull’amministrazione Cofferati era e rimane sostanzialmente negativo.
A quel punto i dirigenti del PD, anziché fare di necessità virtù, avviando un percorso partecipato per la scelta di un nuovo candidato del centrosinistra, decisero in men che non si dica di indicare all’opinione pubblica il successore predestinato: Flavio Delbono.
Per l’ennesima volta, senza nemmeno convocare l’assemblea del partito, si perseguì ostinatamente la via dell’autoreferenzialità, fissano la data delle primarie di partito per il 13 e 14 dicembre e schierando l’apparato (sindaco uscente compreso) a sostegno di un candidato.
Nonostante il tentativo di Gianfranco Pasquino di restituire credibilità a queste primarie, proponendosi come candidato “non iscritto” (e perciò sostenibile anche da chi non si riconosce nel PD) – la cronaca della mancata candidatura di Pasquino è ben riassunta sul sito www.bolognaperlulivo.org -, il partitone decise di serrare le fila intorno al candidato Delbono, il cui nome circolava già nel 2003, prima dello sbarco a Bologna dell’ex segretario della CGIL.
Dopo Cofferati, Bersani e Letta, persino Romano Prodi, amico di Delbono, ha voluto spendere la propria autorevolezza a sostegno del candidato pre-scelto.
Nonostante tutti questi “sponsor” e i due giorni a disposizione, la scarsa credibilità di questo percorso ha portato ad una scarsa partecipazione dei bolognesi alle primarie prenatalizie: solo 25.000 cittadini hanno votato. La metà di coloro che il 14 ottobre 2007 parteciparono alla scelta del segretario nazionale e regionale del nascente “partito nuovo”. Come se non bastasse il vincitore ha avuto solo il 49,9% dei consensi. Non a caso l’Istituto Cattaneo ha definito queste primarie un vero e proprio flop!
E così, mentre nel resto d’Italia infuriano le polemiche sulla questione morale (Firenze, Napoli, Pescara, Genova, Basilicata, Calabria, ecc.), nei bar di Bologna si parla con rassegnazione di una sicura rivincita del “civico” Giorgio Guazzaloca (ammesso e non concesso che sia lui il candidato del centrodestra). Insomma: l’incubo di una sconfitta annunciata ha reso amaro questo Natale alla sinistra bolognese. Il segretario provinciale del PD, Andrea De Maria, si consola constatando le divisioni e la debolezza della destra locale…
Autoreferenzialità, supponenza e sordità del partitone: ingredienti perfetti per un remake del 1999.
In tutto ciò gli altri partiti del centrosinistra – dall’Italia dei Valori al PRC – sembrano più propensi a garantirsi un assessorato in caso di vittoria, anziché indicare una possibile via d’uscita agli elettori di centrosinistra.
Al momento le uniche gocce di speranze per evitare il disastro ruotano attorno al “non ancora candidato” Gianfranco Pasquino. Il quale, pur non avendo potuto partecipare alle primarie del PD (nonostante le 1.400 firme raccolte in meno di 5 giorni), continua a manifestare la propria disponibilità a candidarsi.
Lo scorso 17 dicembre si è costituita l’associazione “Cittadini per Bologna”, di cui Pasquino è presidente. Se ci saranno le condizioni politiche, l’anno nuovo potrebbe dunque vedere la genesi di una lista civica, autonoma dai partiti, che abbia come obiettivo massimo quello di prendere un voto in più di Flavio Delbono al primo turno nelle amministrative del 7 giugno.
Vedremo, nelle prossime settimane, se i cittadini bolognesi dimostreranno maggiore coraggio dei partiti che dovrebbero/vorrebbero rappresentarli, costruendo “dal basso” una credibile alternativa “di sinistra”.
Per scongiurare una vittoria della destra ma anche per dare una lezione ai mandarini del centrosinistra.
Riccardo Lenzi
Un diritto universale
Dicembre 22, 2008 on 6:17 pm | In Politica | 29 Comments
Riporto un recente articolo, pubblicato dal Manifesto, di Rosario Lembo ed Emilio Molinari, contro la privatizzazione dell’Acqua
“Il 10 dicembre 2008 è stato il 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Quale diritto umano è più universale, più naturale, più vitale, del diritto all’acqua? Eppure L’Onu, L’Ue, i G8, la stragrande maggioranza dei governi del mondo compreso il nostro, si rifiutano di dichiarare l’acqua come Diritto umano e si rifiutano di definire 50 litri di acqua di buona qualità per persona al giorno, come la quantità minima per vivere dignitosamente, così come afferma l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L’Onu non si pronuncia e il suo Consiglio dei diritto umani nel marzo scorso ha rinviato di tre anni il rapporto sui diritti umani.
Ma nel nostro paese nessuno sembra indignarsi per questo. L’acqua è un Bene comune? Lo afferma il Compendio alla dottrina sociale della Chiesa, il Cnel sostiene che non è un prodotto commerciale e persino il ministro Tremonti dichiara che non può essere regolato dal mercato. Ma il 6 agosto il parlamento italiano ha votato la legge 133 dove all’articolo 23 bis, si fa obbligo ai comuni di privatizzare tutti i servizi pubblici locali, compresi i servizi idrici, dichiarandoli servizi di «rilevanza economica», in una parola l’acqua potabile diventa un bene economico la cui gestione è affidata al mercato. Inoltre, cosa vuol dire privatizzare tutti i servizi pubblici locali? E’ lo svuotamento più clamoroso della funzione dei comuni e della democrazia. Cosa resta ai comuni? Gestire le paure dei cittadini? Vendere territorio, parchi e coste agli speculatori di sempre per fare cassa? Mettersi a giocare in borsa con i derivati?
Succede in Italia. E alla Lega vorremmo dire: che senso ha parlare di federalismo quando i beni comuni fondamentali dei territori, vengono consegnati a multinazionali? Privatizzare tutta l’acqua potabile del nostro paese è un terribile salto nel buio, è privatizzare la vita stessa dei cittadini italiani, giocarla in borsa, consegnarla al profitto privato, nelle mani di un cartello monopolistico di 4 multiutility (Acea- Iride- Hera-A2A) , di 2 multinazionali francesi Suez-Lyonnais des eaux e Veolia, di alcune banche come il Monte dei Paschi e a imprenditori come Caltagirone e Pisante. E’ inutile girare attorno alle parole: le privatizzazioni, la legge 133, l’art. 23 bis sono una nuova tangentopoli italiana, la conferma che nel nostro paese la questione morale è completamente trasversale.
Succede in Italia, mentre il comune di Parigi toglie a Suez e Veolia il servizio idrico e lo riprende nelle proprie mani pubbliche, mentre paesi dell’America latina dichiarano nelle Costituzioni che l’acqua è un diritto umano e un bene comune pubblico. Mentre nella stessa Europa il Belgio dichiara con leggi che l’acqua è un bene comune da gestire come servizio pubblico, in Italia la politica nel suo insieme partorisce la legge 133 art. 23 bis. Eppure pochi sembrano indignarsi col governo che mette ai voti una simile legge e con l’opposizione che lo attacca perché non ha privatizzato con più decisione. Nessuno si ribella né scende nelle piazze o sommerge con una valanga di mail i propri partiti. Qualche sindaco ha un moto di dignità, protesta, oppone resistenza, qualche coraggioso giornalista denuncia con forza la gravità di quanto sta accadendo, ma l’indifferenza della società civile sconcerta. Per l’acqua potabile, nelle mani delle multinazionali o della criminalità organizzata, per l’aria di cui si vendono le quote di inquinamento, per le morti sul lavoro, il cibo, la privatizzazione delle Università e della conoscenza, per i grandi diritti universali, sociali e collettivi, non c’è indignazione, né mobilitazione, nemmeno tra i lavoratori, chiusi di fatto in una dimensione corporativa. Solo gli studenti, con la loro lotta si collocano in questo passaggio epocale che è la mercificazione dei beni comuni di cui la 133 è la concretizzazione.
L’acqua che pure è donna e madre, è fertilità, non suscita reazioni nei movimenti femminili e femministi, e come nei movimenti per i diritti degli omosessuali. Eppure il diritto negato all’acqua, discrimina chi non ha i mezzi per pagarla e è la negazione d’ogni civiltà. Il bene comune chiede a tutti di cogliere l’interesse generale, il contenuto che unifica l’intera comunità e la chiama alla partecipazione.
Ecco perché In occasione della giornata Mondiale dei Diritti Umani, come Comitato italiano per un contratto mondiale sull’acqua lanciamo un appello a tutti i movimenti, affinché condividano la nostra indignazione e lottino con noi.
E’ un appello che rivolgiamo anche alla Chiesa italiana e alle sue massime autorità che proclamano il diritto alla vita nelle scelte personali, ma tacciono sulla vendita obbligata del dono di dio e non denunciano il mancato riconoscimento dell’universale diritto sociale e collettivo all’acqua per tutti.
Chiediamo al Parlamento europeo che concretizzi i principi della risoluzione del marzo 2006 sul carattere pubblico dei servizi idrici, alla commissione europea affinché al 5° Forum Mondiale di Istanbul riconosca il diritto all’acqua e affidi all’Onu il Forum mondiale. Ai parlamentari italiani chiediamo un ripensamento sull’articolo 23 bis e un piano di investimenti pubblici per riparare le reti idriche e per finanziare progetti pubblici che portino l’acqua potabile a chi nel mondo non ne ha.
L’Onu nel 2006 ci ha informato che c’è una Crisi Mondiale dell’Acqua, che entro 30 anni il 60 per cento della popolazione vivrà al di sotto della soglia del conflitto idrico di 1000 metri cubi all’anno per persona, che il 48 per cento della domanda di acqua resterà senza risposta, che gli epicentri della crisi saranno: Cina-India, Usa, Mediterraneo, che 820 milioni di contadini oggi al livello di sussistenza verranno spazzati via e che 1 miliardo di profughi idrici si aggirerà disperata per il mondo.
Ma 4 Forum Mondiali dell’Acqua, presieduti dalle multinazionali Suez Lyonnais des eaux e Veolia, hanno impedito l’affermarsi del diritto umano all’acqua, l’Onu nel marzo di quest’anno ha conferito a un gruppo di imprese multinazionali utilizzatrici dell’acqua (Nestlè, Coca Cola, Pepsi Cola, Unilever, Levi Strauss, General Electric) il mandato di redigere un «Patto Mondiale per l’Acqua» che assieme al 3° Rapporto sui Programmi di gestione mondiale dell’acqua, saranno presentate come proposte per il 5° Forum Mondiale dell’acqua (marzo 2009 Istanbul) .
Tacere di fronte a queste scenari è un crimine, che ci rende tutti responsabili di aver firmato una cambiale per le prossime terribili guerre. Denunciare questa indifferenza è il modo migliore per onorare la Dichiarazione universale dei diritti umani .
E il Comitato italiano che ha partecipato alla manifestazione promossa da un Coalizione europea di venti e più associazioni impegnate a difesa dell’acqua che si è svolta il 10 dicembre davanti al Parlamento europeo, intende farlo con questo appello.
www.contrattoacqua.it
Sono stato io
Dicembre 20, 2008 on 10:18 pm | In Politica | 42 Comments
Ricordo l’appuntamento di domani, domenica 21 dicembre: presentazione di ALZA LA TESTA! a Busto Arsizio, dalle ore 18,30 - presso la libreria Boragno, in via Milano 4.
Pubblico due commenti su Sgarbi al Leoncavallo.
Commento 1
Ieri volevo andarci, al Leoncavallo. Ero quasi arrivato, ma all’ultimo momento mi sono tirato indietro.
Allora ho capito tutto. Sono un codardo. SIAMO dei codardi. Siamo bravi solo a scrivere su un blog, mentre sul campo in prima persona ci vanno Piero, Duccio, Franz e gli altri. Il blog è un altro modo per nasconderci, come gli ultras allo stadio. Pronti a gridare nel coro, e a cambiare “squadra” in caso di pericolo imminente. Non siamo diversi dagli “spalloni” che difendono i politici durante le interviste di Piero. Pensateci, se succedesse qualcosa a Piero e gli altri, cosa faremmo di concreto?
Senza firma
Commento 2
Sono stato io! Ho deciso di andare a contestare Sgarbi. Altrimenti non avrei avuto più, a mio avviso, il diritto di lamentarmi della deriva morale ed etica del nostro paese. Ho fatto due domande:
1-”Dopo il plagio del saggio di Mina Bacci su Botticelli, questo libro è riuscito a scriverlo da solo o ha scopiazzato qualcun altro?”
2 Rivolto al pubblico: “Credete sia normale che le Istituzioni del nostro Paese siano rappresentate da un pregiudicato e truffatore dello Stato?”.
E’ successo il finimondo. Ho subito le aggressioni verbali di numerosi presenti.
Qualcuno mi fa con rassegnazione: ”Che modi sono! Tanto lo sappiamo che i politici sono tutti della stessa pasta”. Un altro mi dà del qualunquista. Un altro ancora del maleducato. Per non parlare degli insulti irripetibili.
Nel frattempo Sgarbi parte con la sua invettiva dicendo che è stato vittima di una sentenza ingiusta. Io controbatto sottolineando l’evidenza di un reato commesso e manifestando la necessità che le funzioni pubbliche siano esercitate da persone moralmente degne. La bagarre continua. Sommerso da urla e insulti, sono costretto a difendermi dall’aggressività di alcuni fans. Nel frattempo Sgarbi riprende, col sostegno dei due giornalisti presenti, la vendita del suo libro.
Invito i presenti a documentarsi sul curriculum di Sgarbi e vado via abbastanza soddisfatto di avergliele cantate. Non credo che i due giornalisti registreranno l’accaduto. Aiutatemi a cercarne traccia.
Viva le Istituzioni libere dagli sgarbi !!!
Vincenzo Guida
Sgarbi al Leoncavallo
Dicembre 19, 2008 on 10:50 am | In Politica, Informazione | 29 CommentsComplimenti vivissimi al Leoncavallo di Milano. L’enclave cittadina della sinistra dura e pura oggi ospita Vittorio Sgarbi per la presentazione del suo ultimo capolavoro. (Avrà copiato anche quello?) L’inizio è alle ore 18. Purtroppo non posso esserci per altro e migliore impegno. Chi desidera dirgliene quattro colga l’occasione.
Temi suggeriti:
- l’accertata truffa aggravata allo Stato
- le menzogne e le diffamazioni di galantuomini a mezzo tv padronale
- aver cambiato circa dieci partiti
- essersela cavata da decine di processi mediante l’uso distorto dell’insindacabilità parlamentare
- aver copiato di sana pianta un libro su Botticelli
eccetera
Battuta suggerita (da Elia):
“che esempio dai ai tuoi figli (non riconosciuti)?”
IoSonoSaviano
Dicembre 17, 2008 on 1:09 pm | In Politica, Legalità, Informazione | 15 Comments
Caro Piero,
come sai, il 20 dicembre si svolgerà in contemporanea in 6 città italiane un evento contro la mafia, credo unico nel suo genere per com’è stato concepito e come si è sviluppato.
Maggiori informazioni le trovi su iosonosaviano.it
Ti inoltro l’email che stiamo inviando ad associazioni varie, personalizzata per l’evento di Napoli (con volantino allegato). Se hai bisogno del volantino per Milano, sta QUI:
Ciao,
Fabio (Napoli)
Appello a tutte le associazioni e alla società civile.
Vogliamo segnalarVi un evento nazionale contro tutte le mafie che si terrà il 20 dicembre p.v. in 6 città italiane: Milano, Roma, Napoli, Palermo, Cagliari e Messina.
La camorra, più volte, ha minacciato di morte il giovane scrittore Roberto Saviano, dichiarando l’intenzione di ucciderlo entro dicembre.
Un gruppo di cittadini italiani, non legati ad alcun partito, ma con la sola voglia di dire basta a questo stato di cose, di sostenere apertamente Roberto Saviano e di schierarsi contro ogni tipo di mafia, si è incontrato sul web per organizzare questa giornata di manifestazioni in tutta Italia.
Abbiamo organizzato le attività su base regionale e dal coordinamento della Campania, che si sta occupando dell’organizzazione della manifestazione a Napoli, lanciamo un appello affinché tutti i media locali ci aiutino a diffondere la notizia dell’evento.
Si terrà un corteo, con raduno alle ore 11, che partirà alle ore 11:30 da Piazza Dante per arrivare a piazza Vittoria e a seguire un dibattito dalle ore 14:30 alle 20.00 presso la Cassa Armonica, Villa Comunale.
Si tratta di un pomeriggio in cui magistrati, giornalisti, rappresentanti di associazioni che si occupano di lotta alla mafia, rappresentanti della Direzione Nazionale Antimafia e della DIA, ma anche attori e musicisti, daranno il loro contributo per parlare di mafie e per sensibilizzare la cittadinanza tutta su una questione che, troppo spesso, impedisce e intralcia anche le più comuni attività del quotidiano.
Ci saranno, inoltre, collegamenti video in diretta tra le 6 città italiane coinvolte nell’evento.
Ciascuno potrà contribuire, singolarmente e non, per la migliore riuscita della giornata. Aiutandoci nel completamento della fase organizzativa, partecipando con la sola presenza alla giornata contro tutte le mafie, aiutandoci a comunicare l’evento a tutti i cittadini, o semplicemente sostenendoci economicamente attraverso un’offerta diretta o tramite paypal.
Qualunque sia l’attività sociale che impegna associazioni e singoli, non si può indietreggiare di fronte a questo appello perchè la mafia imperversa, ormai, in quasi tutti i settori economici e non ha limiti territoriali.
Spesso, proprio la mentalità mafiosa della gente comune è la linfa vitale delle mafie organizzate. Noi cittadini dobbiamo manifestare, con forza e continuità, il nostro dissenso.
Auspichiamo la più fervida partecipazione e collaborazione e per questo Vi ringraziamo fin d’ora.
Varie
Dicembre 16, 2008 on 3:49 pm | In Informazione | 7 CommentsI prossimi impegni pubblici sono questi:
20 dicembre - ore 14 - proiezione di un capitolo di ALZA LA TESTA! e commento con il pubblico a Milano, al convegno “No a tutte le mafie” presso l’Auditorium San Fedele - Via Ulrico Hoepli 3/b (zona San Babila)
21 dicembre - presentazione di ALZA LA TESTA! a Busto Arsizio, dalle ore 18,30 - presso la libreria Boragno - via Milano 4
QUI trovate l’ultimo articolo scritto per la rivista What’s up, sugli abusi alla Diaz.
QUI il penultimo, con la sintesi dell’intervista a Moni Ovadia.
Roma
Dicembre 15, 2008 on 2:03 pm | In Politica | 31 CommentsLa presentazione del 17 dicembre a Roma è stata annullata per motivi organizzativi indipendenti dalla nostra volontà. Se ne riparla a gennaio.
Grazie a Radio Capital che questa mattina mi ha intervistato su ALZA LA TESTA! e le iniziative di QML.
Post scriptum
Molti mi scrivono per segnalarmi diffamazioni particolarmente meschine e insistenti nei confronti miei e degli amici di QML in corso sul web. E mi chiedono di provvedere a querelare. Lo faremo, con ampia documentazione. Per contribuire a rafforzare un concetto, che forse non è ancora chiaro a tutti: la rete è un mezzo di comunicazione, non un luogo extraterritoriale che garantisce licenza di diffamare a idioti e vigliacchi protetti dall’anonimato.
Via Vulpio
Dicembre 14, 2008 on 8:02 pm | In Informazione | 25 Comments
Rieccoci a Milano e sul blog, dopo tre giorni in giro per presentazioni. Grazie a tutti e in particolare a coloro che hanno organizzato gli incontri.
A Bologna, in un momento libero, è capitata l’occasione per scambiare due parole a telecamera accesa con il ministro Raffaele Fitto, in città per un convegno. Non è facile far capire a certa gente che la Costituzione non si cambia a colpi di maggioranza, che Mangano resta un mafioso anche se il Pdl ha preso molti voti e che chi critica un esponente delle istituzioni non necessariamente è un provocatore mandato da un partito avverso. Seguirà video.
Segnalatomi da molti, intanto ripesco dal web l’articolo con il quale Carlo Vulpio, cronista del Corriere della Sera, per il quale ha seguito fin dall’inizio le inchieste che hanno scoperchiato il verminaio di Catanzaro e dintorni, segnala di essere stato rimosso dal suo incarico. Il suo direttore, Paolo Mieli, anziché incoraggiarlo, fornirgli mezzi e protezione, gli ha telefonato per dirgli di smettere. Anche questo, in fondo, e “Roba Nostra”. QUI trovate il racconto e le riflessioni di Carlo Vulpio.
L’indirizzo mail di Paolo Mieli è sempre pmieli@corriere.it.
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